La parola umana e la Parola di Dio

La Parola di Dio non esiste senza la parola umana

“Parole, parole, parole, … parole, parole, parole, soltanto parole” cantava Mina agli inizi degli anni ‘70. Questo ritornello ha accompagnato tante generazioni e continua ad essere di attualità. Chi di noi non ha pensato una volta nella vita che quello che gli veniva detto erano “soltanto parole”, prive di fondamento, di impegno per la loro concretizzazione o ancora parole che avevano l’obiettivo di conquistarci, incastrarci ?

La parola caratterizza l’essere umano permettendogli di entrare in relazione. Il bambino che dice per la prima volta “papà” o “mamma” (a modo suo) rende il genitore felice perché in quella parola c’è il riconoscimento dell’altro e l’inizio del dialogo. Ma, affinché il bambino impari a parlare, è necessario che gli sia rivolta la parola. La parola donata e accolta genera la parola e la relazione. Oggi, siamo immersi in un flusso di parole, spesso contadditorie, e non sappiamo più a che cosa credere e che cosa pensare. Forse a questo flusso di parole siamo abituati e non ci facciamo più caso. I social network hanno la loro parte di responsabilità e la parola circola a una velocità incontrollata.

“Parole, parole, parole, … parole, parole, parole, soltanto parole” cantava Mina agli inizi degli anni ‘70. Questo ritornello ha accompagnato tante generazioni e continua ad essere di attualità. Chi di noi non ha pensato una volta nella vita che quello che gli veniva detto erano “soltanto parole”, prive di fondamento, di impegno per la loro concretizzazione o ancora parole che avevano l’obiettivo di conquistarci, incastrarci ?

La parola caratterizza l’essere umano permettendogli di entrare in relazione. Il bambino che dice per la prima volta “papà” o “mamma” (a modo suo) rende il genitore felice perché in quella parola c’è il riconoscimento dell’altro e l’inizio del dialogo. Ma, affinché il bambino impari a parlare, è necessario che gli sia rivolta la parola. La parola donata e accolta genera la parola e la relazione. Oggi, siamo immersi in un flusso di parole, spesso contadditorie, e non sappiamo più a che cosa credere e che cosa pensare. Forse a questo flusso di parole siamo abituati e non ci facciamo più caso. I social network hanno la loro parte di responsabilità e la parola circola a una velocità incontrollata.

La parola umana e la Parola di Dio

In un certo senso, oggi, la parola è in crisi e abbiamo bisogno di uno spirito critico e di discernimento per scegliere quale parola ascoltare e di quale parole fidarci. Un’altra Parola esiste da tutta l’eternità ed è stata rivolta all’umanità. Raccolta nella Bibbia, pur essendo sempre la stessa, è in realtà sempre nuova poiché parla a colui che l’ascolta in modo del tutto personale. La Parola di Dio si rivolge all’uomo di ogni tempo, lingua, razza e nazione. É una Parola che genera vita, esprime il desiderio di Dio che l’uomo viva.  Dio parla e la sua parola è “viva ed efficace” (Eb 4,12), al punto che essa prende carne in Gesù “la Parola si è fatta carne ed è venuta ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14). Tutto ciò che Dio ha detto nell’Antico Testamento si concretizza in Gesù. Nei Vangeli scopriamo tutte le implicazioni di questa Parola che si è fatta carne attraverso la vita di Gesù.

Per esperienza sappiamo che le parole umane sono fragili e poco affidabili. Tuttavia Dio ha scelto di esprimersi attraverso la parola umana. In effetti, la Parola di Dio non esiste senza la parola umana. Dio si è fidato degli uomini e delle donne per fare arrivare a noi il suo messaggio e continua a fidarsi di noi affinché, attraverso le nostre parole che si incarnano nella nostra vita, la Parola continui a diffondersi in tutta la terra.  L’autore biblico si esprime perché percepisce gli eventi nella luce divina. A volte questa luce viene colta solo confusamente. Gli autori sanno che quello che dicono non viene da loro. Parlano perché sanno di essere “conquistati da Dio”. È quindi parola di Dio e parola umana allo stesso tempo. Questa azione di Dio, autore della Bibbia, non sopprime l’azione dell’autore umano. Non è un dettato e l’uomo non è un segretario. L’autore biblico é un uomo che racconta, a modo suo, ciò che ha ascoltato.

Le nostre parole, per non essere “soltanto parole”, ed essere anch’esse efficaci e generatrici di vita hanno bisogno di lasciarsi insegnare dalla Parola, Gesù. La contemplazione della sua persona attraverso l’ascolto della Parola ci trasforma. … “Nessuno può restare nascosto davanti a lei”. La Parola ci mette a nudo e “svela i pensieri e i sentimenti che abitano nel nostro cuore” (Eb 13).

Siamo incoraggiati ad ascoltare questa parola con fiducia. “Ogni mia parola non ritorna a me senza effetto, senza aver compiuto ciò per cui l’avevo mandata” (Is 55,11). La Parola ascoltata produce effetto perché è una parola viva ed efficace. Accade come per il seme gettato a terra dal contadino: non importa se il contadino che l’ha seminata dorma o vegli, perché il seme produce ugualmente il suo frutto (Mc 4,26). Ciò che l’uomo può fare è disporsi ad accoglier questa parola con rispetto. Il rispetto prende la forma dell’ascolto. Un ascolto umile della Parola che Dio rivolge agli uomini, a me. Ascoltare ciò che la Parola ha da dire. Accoglierla così com’è, cercando di capire il suo senso, lasciandosi sorprendere, interrogare. La Parola ascoltata deve essere interpretata con rispetto, senza manipolarla, senza strumentalizzarla, senza fargli dire quello che voglio, quello che vorrei sentire. Leggerla nel suo contesto e in seguito chiedersi come questa Parola raggiunge la mia vita, mi interroga, mi invita a fare un passo … e, quando ho accolto la Parola che il Signore mi rivolge, sono invitato a rivolgergli la mia parola, esprimendogli quello che sento dentro.

Siamo incoraggiati ad ascoltare questa parola con fiducia. “Ogni mia parola non ritorna a me senza effetto, senza aver compiuto ciò per cui l’avevo mandata” (Is 55,11). La Parola ascoltata produce effetto perché è una parola viva ed efficace. Accade come per il seme gettato a terra dal contadino: non importa se il contadino che l’ha seminata dorma o vegli, perché il seme produce ugualmente il suo frutto (Mc 4,26). Ciò che l’uomo può fare è disporsi ad accoglier questa parola con rispetto. Il rispetto prende la forma dell’ascolto. Un ascolto umile della Parola che Dio rivolge agli uomini, a me. Ascoltare ciò che la Parola ha da dire. Accoglierla così com’è, cercando di capire il suo senso, lasciandosi sorprendere, interrogare. La Parola ascoltata deve essere interpretata con rispetto, senza manipolarla, senza strumentalizzarla, senza fargli dire quello che voglio, quello che vorrei sentire. Leggerla nel suo contesto e in seguito chiedersi come questa Parola raggiunge la mia vita, mi interroga, mi invita a fare un passo … e, quando ho accolto la Parola che il Signore mi rivolge, sono invitato a rivolgergli la mia parola, esprimendogli quello che sento dentro.

La parola umana e la Parola di Dio 2

 

La Parola ascoltata ci insegna a parlare e a dire una parola efficace, portatrice di vita, costruttiva, impegnata, rispettosa. Questa Parola, a suo tempo, produrrà effetto in colui che l’ascolta. Come in Gesù, essa prenderà carne nella nostra vita attraverso le scelte che facciamo, i gesti che facciamo e le parole che diciamo.

 

Suor Luisa, comunità di Versailles.

 

La Parola ascoltata ci insegna a parlare e a dire una parola efficace, portatrice di vita, costruttiva, impegnata, rispettosa. Questa Parola, a suo tempo, produrrà effetto in colui che l’ascolta. Come in Gesù, essa prenderà carne nella nostra vita attraverso le scelte che facciamo, i gesti che facciamo e le parole che diciamo.

 

Suor Luisa, comunità di Versailles.

La parola umana e la Parola di Dio 1
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